Guerra al bosco di Vanzago

Il bosco di Vanzago e’ l’ultima area verde rimasta tra Milano e Busto Arsizio,polmone ancora capace di depurare parte dell’aria superinquinata del capoluogo lombardo e dell’hinterland oltre che rifugio per moltissime specie animali e vegetali,rare o estinte nel milanese.
In questo piccolo paradiso vegetano enormi e secolari querce farnie e roveri accompagnate da carpini,frassini,aceri,salici,pioppi e vivono volpi,lepri e caprioli,alcuni rimasti dalla sua antica funzione di riserva di caccia altri giunti dal parco del Ticino.
Qui i cittadini dei vari comuni vicini possono ritrovare quiete,apprezzare la bellezza della natura oltre che incontrare un mondo agricolo ormai scomparso nel Nord della Lombardia.
Il “problema” di questa splendida foresta e’ proprio di essere l’ultima zona non cementificata a Nord di Milano e dunque di stuzzicare l’appetito degli imprenditori edili e delle mafie. 
In particolare quest’anno sono avvenuti alcuni atti pesantemente intimidatori che attentano alla stessa esistenza dell’oasi.
Primo fra tutti il rapimento e la probabile uccisione del muflone in cura al Centro Recupero Animali Selvatici che si trova dentro l’oasi,i furti di soldi e grondaie di rame e la distruzione delle gabbie dei barbagianni,poi l’incendio alle rotoballe di fieno avvenuto quattro giorni fa.
Ma non ci si deve limitare a guardare la vicenda come azione di un criminale qualunque da condannare,perche’ purtroppo tutti questi ripetuti vandalismi sembrano far parte di una strategia ben piu’ ampia che coinvolge anche le istituzioni(come sempre prone ai voleri dei capitalisti).
Infatti proprio in questo stesso periodo la provincia di Milano si e’ rifiutata di mettere in atto tutte le misure  di salvaguardia per una Zona di Protezione Speciale come dovrebbe essere la foresta vanzaghese e la regione Lombardia ha approvato il progetto di ampliamento di una cava limitrofa al parco.
A tutto questo si aggiunge il gia’ citato sogno di trasformare l’oasi naturalistica in oasi residenziale e di integrarla nel progetto EXPO 2015 che include territori vicini e che,a dispetto degli slogan,ha portato solamente cemento nel Milanese.
Come si evince facilmente da questa triste vicenda,i grandi padroni dell’edilizia con le tasche gia’ strapiene di soldi del popolo per l’EXPO vogliono colmarle ancor di piu’ andando a devastare l’unica zona ancora non devastata,e tutto questo avviene con l’aiuto dei presidi locali dello stato borghese.
Si tratta di una vera e propria guerra delle lobby del cemento al bosco di Vanzago oltre che a una guerra generale del capitalismo alla natura e ai lavoratori per ricavare sempre maggiori profitti,che peggiorera’ lo stato di salute di milioni di persone oltre che toglierci un patrimonio paesaggistico e naturale enorme.
La mia solidarieta’ va ai volontari dell’Oasi del Bosco di Vanzago e del Centro Recupero Animali Selvatici,che si occupano di curare e difendere un’area cosi’ rilevante.
Detto questo, per mettere la parola fine all’avanzata del cemento in Italia non servira’ la classica proposta in parlamento di qualche politico ecologista per il consumo di suolo zero o la petizione di associazioni come Legambiente o lo stesso WWF che gestisce l’oasi.
Queste iniziative potrebbero forse attirare l’attenzione sul problema ma di certo non lo risolverebbero,dato che la borghesia(come dimostrato peraltro dalla strategia messa in atto congiuntamente da imprenditoria,mafia e istituzioni contro il bosco di Vanzago)controlla tutta la macchina statale ed impedisce che certe leggi vengano approvate o applicate.
L’unica soluzione,come in tanti altri problemi,e’ una radicale rottura con il sistema attuale,il capitalismo,per costruire il socialismo.
 Infatti solo in una societa’ guidata non piu’ dal guadagno di pochi ma dai bisogni della maggioranza,ovvero dove il potere sara’ della classe lavoratrice e i mezzi di produzione(comprese le imprese edili)apparterranno allo stato proletario,si potranno bloccare gli scempi edilizi,dare le abitazioni sfitte e invendute ai senza-tetto,ristrutturare case abbandonate o case popolari fatiscenti,abbattere le case che rimarranno in piu’ e infine iniziare vaste campagne di piantumazioni.
In sintesi,per salvaguardare la nostra salute,evitare la compromissione definitiva dell’ecosistema terrestre e non perdere pezzi importanti del nostro patrimonio naturale e paesaggistico,la classe lavoratrice,colpita dallo sfruttamento della propria fatica e dell’ambiente in cui vive,deve unirsi al partito comunista rivoluzionario(in Italia CSP-Partito Comunista),lottare contro tutti gli abusi che avvengono contro di essa e contro la natura fino a togliere per sempre il potere alla borghesia.

Guerra al bosco di Vanzagoultima modifica: 2013-01-19T15:55:00+01:00da solerosso1917
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